Educazione creativa, una fiaba moderna

La funzione creatrice dell'immaginazione appartiene all'uomo comune, allo scienziato, al tecnico; è essenziale alle scoperte scientifiche come alla nascita dell'opera d'arte; è addirittura condizione necessaria alla vita quotidiana... [...]”.

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Così Gianni Rodari definiva la creatività in “grammatica della fantasia” e proseguiva a proposito delle fiabe e delle creazioni “servono all'uomo completo. Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà – fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà – vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione. [...]”

Questa è l’educazione creativa, un approccio che valorizzi l’uomo e le sue capacità.

Un’educazione che qui in Italia ha messo le sue radici a partire da nomi come Don Milani, Gianni Rodari, Maria Montessori. Quest’ultima ha posto le basi per un metodo educativo esportato in tutto il mondo e che ha avuto tra i tanti allievi i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, Jeff Bezos ideatore di Amazon, Jimmy Wales creatore di Wikipedia, Henry Ford, Katharine Graham, famosa proprietaria del Washington Post, imprenditori di fama mondiale che sono stati educati ad agire e pensare in maniera differente.

Nuovi scenari si stanno aprendo di fronte ai nostri occhi, siamo davanti ad una società in cui proliferano i mestieri legati alla creatività grazie al coraggio di chi ha saputo cambiare rotta e investire sul proprio spirito creativo.

È questa la dimostrazione che quando la creatività si lega al lato imprenditoriale da vita a interessanti forme di management in cui azione e creazione si intrecciano in un prodotto di successo perché “to be creative is not to think but to act creatively”.

  

A cura di Martina Cesaroni